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Oggetto | ||||||||||
| Politecnico di Milano
III Facoltà di Architettura-Design |
Designer |
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Museo degli oggetti del Design italiano in 3D parametrico e adattivo
Abstract: The Industrial Design Museum Project concern modeling the most of the objects honored by the Italian Compasso d'Oro, prize organized by ADI (Italian Association for Industrial Design). The idea is to present the best of Italian industrial design story through 3D models and textual informations concerning the objecst story and structure that are made interactively available on the Internet to the people. Following the multimedia principle, industrial design objects are made available in a virtual museum real time constructed on the basis of the user requests. The 3D models in virtual space are in W3D and Viewpoint formats making the objects themselves the access interfaces to textual and geometrical information. In the virtual museum, objects are selected by key words interrogation by the visitor. Users may also set the architectural context and virtual environment to set up the virtual museum placement and appearance. On the basis of parametric items such as the number of objects to show, shapes, constructive topologies, projects affinities, innovation degree and size, provided by the user, the system construct in real time the virtual museum environment. Visualized 3D objects may be interactively inspected to get access to further multimedia information such as animation. Keywords: 3D modeling, virtual museum, industrial design, interactive environments Introduzione Uno spazio di esposizioni virtuale rispetto ad un museo reale offre innumerevoli vantaggi e molti svantaggi. Non ritenendo che un museo virtuale possa sostituire un suo corrispondente reale, abbiamo analizzato in particolare due fra le componenti di base che costituiscono e determinano un museo: la sua struttura espositiva e gli oggetti che sono esposti al suo interno. In un museo tradizionale lo spazio espositivo coincide con la sua struttura architettonica ed è modificabile esclusivamente nella disposizione degli allestimenti interni. Gli oggetti esposti, come quadri o sculture, si possono alternare ma in modo limitato e sempre condizionati dallo spazio espositivo a disposizione nella struttura edilizia. Uno spazio virtuale può superare completamente non solo questi due limiti forniti dalla struttura reale di un museo ma anche tutti i limiti fisici di un'architettura esistente. Nel progettare quindi un museo virtuale è importante comprendere le nuove regole di progettazione che non sono più quelle regolate dalle leggi fisiche della materia. "La virtualità è un'estensione di tutto ciò che è realtà” sostiene lo scrittore Gilles Deleuze [1]. Ma si potrebbe aggiungere che "Non necessariamente deve rispettare le regole della realtà, ad esclusione di quelle che la rendono comprensibile e confortevole”. La mancanza di familiarità con un ambiente completamente nuovo per l'utente digitale non deve essere un limite ma uno stimolo ad intraprendere un'esplorazione. Un museo virtuale quindi non si contrappone ad un museo reale ma deve essere la sua estensione, come una prolungamento artificiale delle sue strutture espositive. L'unica limitazione nella progettazione dello spazio virtuale è nel rendere comprensibile e attraente l'ambientazione e nel rendere immediatamente comprensibile la navigazione. Per un museo del design L'obiettivo del presente progetto è stato quello di costruire un ambiente virtuale espositivo per modelli 3D di oggetti di industrial design appartenenti ad una collezione museale. Si doveva intervenire in particolare nella definizione dello spazio espositivo e nella sistemazione degli oggetti all'interno del museo. L'obiettivo principale che si è posti è stato la possibilità per ogni utente di definire un proprio museo personalizzato sulla base di alcune specifiche espresse dall'utente all'ingresso del museo. Gli obiettivi che si sono individuati per il progetto sono stati:
Nel caso di un museo di oggetti di Industrial Design significa presentare l'elenco degli oggetti in base ad una richiesta basata non solo su alcune informazioni contenute nel database ma anche sulla base di alcune criteri di giudizio associati e memorizzati con i singoli oggetti. Dopo aver ottenuto dal sistema l'elenco degli oggetti rispondenti ai criteri di scelta, i modelli 3D vengono visualizzati in uno scenario virtuale scelto dall'utente sulla base di un catalogo di scenari forniti. La disposizione degli oggetti all'interno dello spazio definito viene fatta in automatico dal sistema che dimensiona anche lo spazio relativamente al numero ed alla tipologia degli oggetti individuati nella ricerca. Gli oggetti da esporre nel museo: Compasso d'Oro Il premio Compasso d'Oro è il primo e il più autorevole premio europeo di Disegno Industriale, istituito nel 1954 a in Italia, a Milano, da un'idea dell'architetto Gio Ponti e con il sostegno dei grandi magazzini la Rinascente. Dal 1967 il premio viene organizzato dall'ADI (Associazione per il Disegno Industriale) italiana. L'obiettivo del premio è promuovere i migliori prodotti industriali italiani segnalando i designer e le industrie che con i loro prodotti si sono distinti a livello anche internazionale. Nel 1992 la Collezione Storica Premio Compasso d'Oro è stata donata al CLAC (Centro Legno Arredo Cantù), costituitosi su iniziativa della Regione Lombardia con il concorso anche delle forze produttive ed enti locali. La Collezione Storica Premio Compasso d'Oro ADI, è una preziosa risorsa per la storia del Design, dove continuano a vivere, come oggetto di studio per gli storici e termine di paragone per i progettisti, oggetti ormai introvabili sul mercato. I circa 400 oggetti della Collezione sono esposti in permanenza nella Galleria e sono integrati con una ampia documentazione fatta d'immagini, testi e modelli in scala sulla sua storia e su quella dei progettisti e aziende. Il CLAC organizza diverse esposizioni itineranti a livello internazionale potendo esporre necessariamente un numero limitato di oggetti fisici rispetto al totale della collezione. L'idea del progetto è nata dall'esigenza di integrare ed estendere le normali esposizioni che sono organizzate a livello internazionale fornendo la visualizzazione 3D di tutti gli oggetti della Collezione anche se alcuni solo in virtuale. Inoltre il museo virtuale permette di far conoscere a tutti gli utenti della rete gli oggetti della Collezione visualizzando in modo più approfondito rispetto a documentazione grafica bidimensionali. A partire da queste esigenze reali e delimitate, si sono analizzati i possibili modi di utilizzo di un museo virtuale facendo ricorso alle più recenti tecniche di visualizzazione tridimensionale in rete. Nella scelta della modalità di utilizzo del museo si è privilegiato l'aspetto ludico-didattico, pensando quindi ad una tipologia di utenti giovani con buona dimestichezza con le tecnologie virtuali e di navigazione 3D. L'utilizzo dovrebbe avvenire non solamente attraverso la navigazione tridimensionale, ma anche con l'interazione con i singoli oggetti, attivando, quando sono previste, delle animazione che visualizzano i componenti costruttivi secondo una modalità di apprendimento per scoperta. Gli oggetti virtuali possono essere liberamente manipolati e smontati da parte degli utenti superando uno dei più fastidiosi limiti presenti in un museo tradizionale rappresentato dal divieto assoluto di toccare gli oggetti esposti perché di valore storico. Struttura del Database Il sistema permette tre modalità d'interrogazione con il database: il primo, nella forma d'interrogazione tradizionale, si basa sui dati utilizzati nella catalogazione ufficiale degli oggetti del Compasso d'Oro fornendo, per ora, la scelta per data di premiazione del singolo oggetto: è possibile definire un range di tempo entro il quale ricercare gli oggetti. Una seconda modalità di scelta si basa sui "criteri di giudizio” espressi dalla commissione giudicatrice e formalizzati secondo sei categorie, definite Criteri d'innovazione: · innovazione di forma, per gli aspetti estetici; · innovazione d'uso, per gli aspetti legati alle modalità di utilizzo del prodotto; · innovazione di struttura, per gli aspetti di componibilità - scomponibilità degli elementi e per l'aderenza forma-struttura; · innovazione sui materiali, relativamente all'utilizzo di materiali innovativi, o all'uso innovativo di materiali conosciuti in contesti inusuali; · innovazione di processo produttivo, relativamente alle tecnologie e processi messi in atto per produrre l'oggetto, · innovazione di comunicazione, relativamente agli aspetti estetico culturali dell'oggetto. I giudizi ufficiali espressi come motivazione della premiazione dalle varie giurie del Compasso d'Oro sono state quindi attentamente valutati e tradotti in forma numerica, forma gestibile dal sistema Minerva Ad ogni Criterio di innovazione si può dare un peso da 0 a 9, dove il valore più basso corrisponde ad una minima importanza data a quel tipo d'innovazione nella selezione degli oggetti operata dal sistema. Oltre a questi criteri di scelta, è possibile definire un settore di appartenenza degli oggetti che si vogliono visualizzare. I settori di classificazione degli oggetti definiti sono:
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